Il centrocampista nerazzurro è ambito da diversi club e vicino all'addio a Milano durante ogni sessione di trattative. Eppure alla fine rimane, questa volta a causa di un poker di questioni
"Ancora tu, ma non dovevamo vederci più?". Lo cantava Lucio Battisti nel 1976. A cinquant'anni di distanza, il brano composto dal cantautore italiano e Mogol resta sempre attuale, ancor di più se accostato alla situazione che lega il nome di Davide Frattesi all'Inter. Ma tornando a tempi più recenti si potrebbe citare pure "Pesto" di Calcutta: "Esco o non esco?". Un altro testo che ben riassume il periodo - ormai tutt'altro che breve - del centrocampista ex Sassuolo in nerazzurro. Che nonostante voci, rumors, trattative e decine di squadre diverse dall'Inter accostate a lui, all'Inter resta sempre. Avrebbe salutato già l'estate scorsa, Frattesi, se solo Simone Inzaghi fosse rimasto sulla panchina interista. Aveva l'obiettivo di giocare di più. Comprensibile, considerando il minutaggio più o meno scarso ma soprattutto l'abilità che Davide ha (o aveva) di incidere subentrando. Due fra i tanti esempi? I gol contro Bayern Monaco e Barcellona che spinsero l'Inter fino alla finale di Champions League lo scorso anno. Invece Chivu se lo è coccolato durante tutta la sua prima estate da allenatore nerazzurro, è andato a trovarlo in clinica dopo l'operazione causa ernia, gli ha spiegato il piano tattico che aveva in mente per lui. Tutto bello, verrebbe da pensare. Ma poi?
sull'uscio
—
La storia è andata diversamente. Frattesi avrebbe dovuto rappresentare quella sorta di 10 mai arrivato dal mercato (in estate Lookman), il profilo in grado di garantire l'imprevedibilità offensiva un po' assente dietro alla coppia di attaccanti nell'originario disegno tattico di Chivu (che prevedeva anche il 3-4-1-2), insomma l'uomo in grado di spaccare le partite. Fin qui, però, non ha spaccato niente. Nemmeno in Coppa Italia, nemmeno a Cremona da titolare, anzi in nessuna delle occasioni che gli sono state concesse: 2 su 2 dal 1' in coppa più altre 19 presenze tra Serie A, Champions League e Supercoppa. Anche se difficilmente titolare. Così torna prepotentemente in testa una domanda: perché Frattesi è rimasto all'Inter?
quattro questioni
—
Principalmente, le ragioni per cui Frattesi è rimasto a Milano sono 4: due economiche, una geografica, l'ultima tecnica. Numero 1: l'Inter mai ha pensato di cederlo per offerte inferiori ad almeno una trentina di milioni, richiesta che ha inevitabilmente spaventato almeno un po' tutte le squadre che nel tempo si erano avvicinate per chiedere informazioni. Il secondo problema si lega con un doppio nodo al precedente: la dirigenza nerazzurra, per Frattesi, ha ricevuto offerte inadeguate sia come valutazione sia soprattutto sul piano della formula. L'Inter vuole vendere Frattesi solo a titolo definitivo. Nessun prestito, nessun prestito con diritto, nemmeno prestito con obbligo condizionato. Questione numero 3, quella geografica: la squadra che nelle ultime settimane più si è avvicinata all'acquisto di Frattesi è stata il Nottingham Forest, 17° in Premier League e chiaramente assente da qualsiasi competizione europea. Un fattore, anzi due, nel Frattesi-pensiero, che preferirebbe continuare a vivere scenari più prestigiosi. L'ultimo "paletto" l'ha invece alzato l'Inter. Perché senza un sostituto adeguato e pronto, l'organico avrebbe dovuto rimanere lo stesso. E così è stato.










English (US) ·