Piantedosi alla Camera sugli scontri a Torino, 'il corteo una resa dei conti con lo Stato, coperture politiche'

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Al via in Aula alla Camera l'informativa del ministro Matteo Piantedosi sugli scontri a Torino. In apertura il titolare del Viminale ha reso omaggio agli agenti feriti. Le sue parole sono state accompagnate da un applauso bipartisan e i deputati presenti si sono alzati in piedi. Alla fine un suo richiamo a "coperture politiche" dei violenti ed un attacco "chi sfila a fianco di questi delinquenti" che "finisce per offrire loro una prospettiva di impunità" viene accolto dagli applausi del solo centrodestra.

"Consentitemi innanzitutto di esprimere, anche in questa sede, a nome mio e di tutto il governo, la solidarietà agli agenti rimasti feriti negli scontri di sabato scorso a Torino". Lo ha detto il ministro. "E, attraverso loro, a tutti gli appartenenti alle forze di polizia impegnati nel difficilissimo compito di tutela dell'ordine pubblico", ha aggiunto. Le parole sono state accolte da un lungo applauso dell'Aula.

Il "grande lavoro svolto ha evitato che si verificassero danni ben più gravi che erano nei programmi dei manifestanti, riducendo, altresì, il fronte degli aggressori violenti", ha sottolineato Piantedosi.

"Il Ministero dell'Interno aveva disposto l'invio di una rilevante aliquota di rinforzo - circa 1.000 unità dei Reparti delle Forze di Polizia - e, nello stesso tempo, sono state disposte attente misure di controllo del territorio e monitoraggio delle stazioni ferroviarie, dell'aeroporto, dei caselli autostradali e dei valichi di frontiera proprio per intercettare, con il supporto delle attività informative delle Autorità di Polizia dei luoghi di partenza, l'arrivo di soggetti noti per precedenti specifici" ha spiegato. 

"Le azioni messe in campo hanno di sicuro evitato penetrazioni e devastazioni nel centro storico della città e hanno impedito l'occupazione delle stazioni ferroviarie cittadine, che si è saputo essere tra gli obiettivi di questi facinorosi", ha proseguito il titolare del Viminale. "L'efficacia del dispositivo organizzato dalla questura di Torino - ha detto - è testimoniata dall'identificazione di circa 800 persone, di cui più di 50 straniere, nelle ore antecedenti lo svolgimento della manifestazione, e dall'emissione di 30 fogli di via, 10 avvisi orali e 7 divieti di accesso alle aree urbane (Dacur). Questo è quanto ha consentito l'applicazione della normativa vigente. Si è proceduto, inoltre, a sequestrare materiali che altrimenti sarebbero stati impiegati per creare disordini".

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"Siamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che, attraverso i disordini e la violenza, punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti", ha sottolineato quindi sostenendo che "è possibile dire che stiamo registrando un innalzamento del livello dello scontro che, per certi versi e pur con delle varianti, richiama dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato".

"Con il Governo in carica le manifestazioni di piazza sono aumentate significativamente per numero e partecipazione, sicuramente anche in ragione del difficile contesto internazionale che stiamo vivendo" ha detto il ministro.

"Rispetto a questo aumento di manifestazioni, cosa ben diversa è registrare la crescente propensione ad aggredire i poliziotti e devastare le città, come purtroppo accade sempre più di frequente negli ultimi tempi. Azioni queste che sicuramente vanno punite con sanzioni e strumenti efficaci", ha aggiunto.

Per Piantedosi, "appare non priva di irresponsabilità la sottovalutazione della gravità della situazione che ha persino portato qualcuno (in alcuni frangenti e senza troppe prese di distanza) a sollecitare la rivolta sociale". "Le vergognose scene a cui abbiamo assistito sabato scorso - ha affermato - richiamano innanzitutto l'attenzione sulla
necessità, per il futuro, di depotenziare i gruppi organizzati di facinorosi prima ancora che possano mettersi all'opera e innescare spirali di violenza. È questo uno degli obiettivi del pacchetto di norme che ci apprestiamo a proporre".

"I disordini di sabato confermano il vero volto degli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente, talvolta anche grazie a coperture politiche ben identificabili", ha attaccato il ministro dell'Interno "Credo che chi sfila a fianco di questi delinquenti finisce per offrire loro una prospettiva di impunità" ha aggiunto il ministro. Parole accolte da applausi dei parlamentari del centrodestra che si sono alzati in piedi.

"L'iniziativa di sabato era stata preceduta e preannunciata, lo scorso 17 gennaio, da una assemblea nazionale indetta da Askatasuna presso l'Università di
Torino, a cui avevano partecipato circa 750 persone, fra le quali numerosi attivisti delle diverse anime dell'antagonismo  nazionale, aderenti al sindacalismo di base, al movimento No Tav e ai gruppi ambientalisti, rappresentanti della Cgil, del partito Alleanza Verdi e Sinistra e della locale comunità islamica", ha ricordato spiegando che "in quella circostanza, nel rilanciare l'appuntamento per la manifestazione nazionale in solidarietà ad Askatasuna è stato sottolineato - cito testualmente - che il corteo avrebbe costituito 'una resa dei conti con lo Stato democratico', in quanto "lo sgombero di Askatasuna alza l'asticella dello scontro'".

"Il 31 gennaio - ha aggiunto - era stato definito 'uno spartiacque, come una guerra di liberazione nazionale, nella prospettiva di un fronte allargato comprensivo della comunità araba e musulmana, diventate compagne di lotta". 

Alla manifestazione di sabato "hanno aderito anche il movimento Pro-Pal in solidarietà a Mohammed Hannoun, personaggio recentemente e tuttora incarcerato in quanto gravemente indiziato di coinvolgimento nel reato di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale, nonché esponenti del partito Avs", ha rimarcato il ministro. 

 "Credo che l'unanime condanna alle aggressioni e alle violenze viste a Torino rappresenti un indispensabile segnale di responsabilità e di moderazione, senza il quale si rischia solo di inasprire il confronto e offrire il pretesto a chi vuole alimentare lo scontro", ha concluso Piantedosi con l'auspicio "che tutte le forze politiche presenti in Parlamento riescano a trovare una sostanziale convergenza e condividere posizioni comuni per respingere, senza ipocrisie o infingimenti, ogni tentazione di blandire o giustificare queste espressioni eversive e antidemocratiche, sostenendo le forze di polizia attraverso l'individuazione di ulteriori misure di tutela da ogni violenza e forma di aggressione" ha sottolineato. 

Al termine del suo intervento gli applausi sono arrivati solo dai banchi della maggioranza.

La Russa tenta una mediazione con i gruppi sulla modalità dell'intervento di Piantedosi al Senato

 Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha tentato una mediazione con i vertici di tutti i gruppi parlamentari per raggiungere un'intesa sulle modalità dell'intervento del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, inizialmente atteso in aula oggi pomeriggio per riferire delle violenze avvenute a Torino sabato scorso.

Prima della conferenza dei capigruppo prevista alle 15, il presidente ha invitato a una colazione i capigruppo di maggioranza e opposizione, per provare a definire insieme le modalità dell'intervento di Piantedosi. Secondo quanto emerso finora, l'orientamento della maggioranza sarebbe di trasformare l'informativa in comunicazioni, a cui seguirebbe un voto dell'Aula. Contrarie tutte le opposizioni, ferme nel mantenere l'opzione dell'informativa. La riunione dei capigruppo, che sta per cominciare, dovrebbe prendere una decisione ufficiale.

Pd: 'Noi con uomini e donne in divisa, non li strumentalizzate'

"Il tema non è essere dalle parte delle divise ma con le donne e gli uomini che vestono quelle divise, il contrario di quello che fate voi quando non date risorse le risorse necessarie e quando li sfruttate per la vostra propaganda". Lo ha detto il deputato del Pd Matteo Mauri intervenendo in Aula alla Camera nel dibattuto dopo l'informativa del ministro Matteo Piantedosi sui fatti di Torino.

Mauri e tutto il gruppo Dem in apertura di intervento hanno applaudito in omaggio agli agenti colpiti. 'E' un compito molto difficile il loro - ha detto Mauri - ma le persone si fidano delle forze dell'ordine io invece non sono sicuro che ci si possa fidare di voi, del governo, perché voi non perdere occasione per strumentalizzare. Avete descritto 20mila persone come criminali persone che manifestavano per le loro idee contro il governo: non avere il diritto di sindacare se una manifestazione si può fare o no, noi invece difendiamo tutti coloro che consentono la manifestazione" delle idee dei cittadini.

"Quella del ministro Piantedosi non è stata un'informativa sui fatti di Torino, ma una strumentalizzazione politica di episodi gravissimi, usata con un solo obiettivo: giustificare le misure liberticide che il Governo intende inserire nel nuovo decreto sicurezza", ha affermato la deputata Dem Michela Di Biase. "Le parole del ministro sono preoccupanti perché alimentano un clima di odio nel Paese e finiscono per mettere a rischio, in prima istanza, proprio le forze dell'ordine", ha proseguito Di Biase.

"Non si può confondere chi manifestava pacificamente con chi ha aggredito gli agenti di polizia. Ed è ancora più inaccettabile usare episodi di violenza per legittimare scelte gravi e sbagliate, come quelle ribadite oggi in Aula, a partire dall'introduzione del fermo preventivo". 

Molinari (Lega): 'Rescindere con chi usa parole o simboli violenti, lo dico anche a noi'

"Nessuno sta sfruttando la situazione" per misure sulla sicurezza "alle quali stiamo lavorando da mesi. Lo ha detto il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari intervenendo in Aula alla Camera nel dibattito dopo l'informativa del ministro Piantedosi sui fatti di Torino.

"Non può esserci giustificazione per i violenti - ha detto in un altro passaggio - bisogna rescindere questo cordone" a partire dai no Tav "coccolati e giustificati da partiti che stanno in Parlamento". "E' necessario che chi ha sempre coperto rescinda queto filo ma, lo dico anche alla mia parte - ha concluso guardando i banchi della maggioranza - anche tagliare ogni rapporto con chi con parole o simboli si riconnette a a ideologie violente". 

Montaruli (FdI): 'Con i violenti non si scende a patti'

"Con i violenti non si scende a patti". Lo ha detto Augusta Montaruli (FdI) intervenendo in Aula alla Camera nell'ambito degli interventi dopo le comunicazioni del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi sugli scontri Torino.

"Se sai che quella manifestazione - ha aggiunto - ha come scopo la violenza allora a quella manifestazione non ci vai: vai a esprimerle in altre piazze con altri organizzatori non chi fa passare avanti chi è armato di martelli per colpire le forze dell'ordine. O se ci vai sei o irresponsabile o ingenuo. Ma queste cose non devono avere spazio se c'è spazio per l'eversione. Bisogna rompere con chi vuole rompere, questo è il punto su cui tutti ci dobbiamo trovare".

"Ora avendo fatto il governo tutto il possibile la credibilità la deve recuperare la magistratura" (parole che sono state sottolineate da mormorii dai banchi dell'opposizione) ribadendo che sarebbe stato a suo avviso corretta una incriminazione per tentato omicidio. 

Rosato (Az): 'Valuteremo le proposte sulla sicurezza ma non servono norme manifesto'

Se ci sono proposte sul fronte della sicurezza "le guarderemo con molta attenzione ma non serve fare norme manifesto". Lo ha detto Ettore Rosato (Az) intervenendo nel dibattito dopo l'informativa del ministro Matteo Piantedosi in Aula alla Camera sui fatti di Torino. "Il problema non è solo fare nuove norme - ha aggiunto - è renderle esecutive evitare che quelle persone tornino la prossima settimana in un'altra manifestazione". 

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