Parte da Pescara, con l'arrivo della segretaria Elly Schlein, la campagna per il 'no' al referendum sulla riforma della giustizia. Intanto è polemica su un video che assimilerebbe ai fascisti - come dice l'eurodeputata dem Pina Picerno - chi vota si. C'è la ferma condanna per questo video da parte della vicepresidente del Parlamento europeo, ma anche dell'area vicina al centrosinistra, come quella dei Radicali Italiani, che, con Patrizia De Grazia, pretende le scuse della Schlein e la rimozione del filmato.
Di fronte alla definizione della linea comunicativa del Pd come "insultante e svilente" nonché "populista", come afferma Picierno, c'è la risposta di Schlein. "Fa discutere - spiega - il fatto che Casapound abbia detto in una nota che voterà 'sì' al referendum e ha avviato una campagna con linguaggio violento dicendo 'Falli piangere, vota sì'. Quindi noi abbiamo semplicemente ripreso un fatto oggettivo, una notizia che Casapound ha dato ieri con un comunicato stampa".
Netta la posizione dei Radicali Italiani, che si sentono tirati in ballo, in quanto sostenitori del 'si': "apprendiamo dunque, di essere considerati dal Pd niente meno che pericolosi fascisti, nemici dei valori democratici e della Costituzione".
Per De Grazia "il livello di bassezza, meschinità, strumentalizzazione e delegittimazione, oltre che di palese falsità, a cui abbiamo assistito è grave e non trova alcuna giustificazione". Caustico il portavoce del Comitato 'Sì Riforma', Alessandro Sallusti, che ricorda il 'no' della Schlein al referendum del 2016: "anche Casapound votò 'no' e fece campagna per il 'no'. Seguendo la logica del Pd, anche lei sarebbe fascista". Anche il presidente del Comitato Sì Separa della Fondazione Einaudi, Gian Domenico Caiazza, non risparmia il post del Pd, definendolo "vergognoso".
Quindi il tour referendario del Pd parte da Pescara, dove la Schlein arriva per dare il suo sostegno a Carlo Costantini, candidato sindaco, in vista delle nuove elezioni comunali parziali - in solo 23 sezioni - che si terranno l'8 e il 9 marzo dopo la sentenza del Consiglio di Stato. "Questa riforma è sbagliata - sottolinea nel suo intervento - perché non migliora la giustizia per le cittadine e i cittadini. Questa riforma serve invece al governo perché il governo pensa che chi prende un voto in più alle elezioni non debba poi essere giudicato come invece accade a tutti i cittadini". Per Schlein si tratta di una "riforma blindata" e "passata dritta attraverso il Parlamento".
"Penso che con questa riforma - conclude - il governo stia facendo anche un'altra operazione, cioè quella di cercare sempre un nemico".
Sul fronte opposto dello schieramento referendario si è costituito intanto in Valle d'Aosta il Comitato 'Sì Riforma', mentre a Bologna l'ex pm e ministro Antonio Di Pietro ha ribadito - nel corso di un incontro organizzato dal Comitato Sì Separa della Fondazione Einaudi - che "chi dice che con questa riforma la politica controllerà la magistratura racconta una truffa elettorale: il pubblico ministero resta autonomo e indipendente, oggi come domani".
Per il presidente emerito della Corte Costituzionale, Augusto Barbera, intervenuto all'incontro, la separazione delle carriere rappresenta "un rafforzamento delle garanzie e non una loro compressione". Secondo l'ex procuratore generale della Corte di Cassazione, Luigi Salvato, "non si tratta di un voto di destra o di sinistra, ma di una riforma funzionale che riguarda tutti i cittadini e che va valutata secondo coscienza, sulla base delle norme e non come fosse una competizione politica".

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