Almeno un prodotto su dieci per gli sport invernali è italiano. Il settore sportivo in generale cresce più di quello della moda e del lusso. E nell'anno di Milano Cortina la stima di aumento del fatturato è del 6%, mentre nel 2025 il 'fashion' ha perso il 2,6%. Così l'Area studi di Mediobanca fotografa un comparto in continua espansione, che verrà rilanciato ulteriormente dalle Olimpiadi invernali che si stanno aprendo in Italia.
Secondo il report, è 'made in Italy' l'11% delle esportazioni mondiali dei prodotti 'winter sports', collocandosi al terzo posto dietro l'Austria (17%) e la Cina (13%). Per l'anno scorso è confermato il trend in crescita per la Sport & outdoor industry mondiale. Il giro d'affari delle multinazionali del settore sportivo si stima infatti pari a 385 miliardi di euro, in aumento del 3,2% sul 2024, con una previsione di crescita di circa il 6% per il 2026. Più in particolare, il valore del mercato delle attrezzature sciistiche è stimato in 1,8 miliardi nel 2025, con aspettative di crescita per quest'anno del 4%.
Lo studio, integrato dall'analisi della filiera manifatturiera degli sport invernali e delle loro discipline olimpiche, vede come prodotti sportivi in generale l'Italia quale quinto esportatore mondiale, con una quota del 3,8% dietro a Cina (30,6%), Vietnam (9,3%), Germania (5,5%) e Stati Uniti (4,4%). Ma nel mercato delle attrezzature sciistiche detiene per esempio la leadership mondiale negli scarponi, con il distretto di Asolo-Montebelluna che è considerato l'eccellenza per lo scarpone da sci e il più famoso distretto dello sport nel mondo.
Qui hanno sede i centri di ricerca e sviluppo della quasi totalità dei produttori mondiali di scarponi, oltre a tutti i fornitori di componenti e materiali tecnici. Rimanendo in campo olimpico, il distretto è leader nei prodotti per il pattinaggio artistico, con forte presenza nel comparto dello snowboard.
Nel periodo 2022-2025, l'industria dello sport registra una crescita a doppia cifra (+10%), con un tasso di sviluppo oltre il triplo di quello del fashion (+3,3%) "resistendo alla volatilità economica, alle tensioni geopolitiche e all'evoluzione del comportamento dei consumatori", afferma il report di Mediobanca, con "il confine fra fashion e sport che è però sempre più labile: le maison della moda si sono orientate anche verso il segmento dello sportswear tecnico di alta gamma".
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