Fincantieri ha annunciato di aver
firmato un accordo con WSense, azienda deep tech italiana, per
rafforzare le capacità del gruppo nell'offerta di sistemi all'
avanguardia per la dimensione subacquea. L'intesa prevede lo
sviluppo di soluzioni tecnologiche wireless avanzate per il
settore underwater e una intesa commerciale per la loro
applicazione al monitoraggio ambientale attraverso Fincantieri
Infrastructure.
L'accordo consente a Fincantieri di integrare le tecnologie
WSense nel sistema Deep per il monitoraggio e la protezione
delle infrastrutture critiche, riducendo la necessità di
cablaggi e mitigando così una delle principali vulnerabilità dei
sistemi tradizionali. L'innovazione aumenta la resilienza di
impianti sensibili, offrendo una soluzione definita "più sicura,
flessibile e facilmente implementabile".
L'accordo si inserisce nell'ambito dei rapporti già
consolidati tra il gruppo e WSense, anche a seguito
dell'investimento nella società che Fincantieri ha sottoscritto
ad aprile 2025, rafforzando una sinergia fondata sulla
complementarità delle competenze: Fincantieri che integrare
soluzioni complesse e WSense con know-how specialistico nelle
reti wireless e sistemi di monitoraggio subacquei.
Per Pierroberto Folgiero, a.d e d.g Fincantieri, "l'accordo
rafforza la nostra strategia di sviluppo dell'underwater
economy, un ambito in cui la capacità di trasformare in
soluzioni tecnologie nazionali d'avanguardia è un fattore
competitivo decisivo". Una intesa che vale come "un ulteriore
passo nel percorso che vede Fincantieri orchestratore di
ecosistemi tecnologici complessi e piattaforma industriale di
riferimento per la sovranità tecnologica subacquea".
Chiara Petrioli, ceo di WSense, segnala che questa
"partnership commerciale sancisce il ruolo di WSense come leader
dell'innovazione nel settore underwater e ci consente, insieme a
un'eccellenza industriale nazionale come Fincantieri, di portare
sul mercato sistemi wireless all'avanguardia per sorveglianza,
protezione e gestione sostenibile delle infrastrutture
sottomarine, e la realizzazione di servizi innovativi per la
Blue Economy". Petrioli è convinta che "la filiera
dell'innovazione che si sta concretizzando posizionerà l'Italia
tra i protagonisti della rivoluzione dell'Internet of Underwater
Things, in un ambito sempre più strategico per l'economia
globale".
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