Il divieto di partecipazione a riunioni o ad assembramenti in luogo pubblico sarà disposto dal giudice con la condanna per una serie di delitti, che vanno dall'attentato per finalità terroristiche o di eversione, a devastazione e saccheggio, passando per le lesioni contro agenti delle forze dell'ordine, sanitari o arbitri: è quanto prevede una scheda di sintesi del decreto sicurezza, il cui esame è previsto nel Consiglio dei ministri di oggi. Il questore, secondo la scheda, può prescrivere al condannato di comparire personalmente una o più volte, negli orari indicati, nell'ufficio o comando di polizia competente nel corso della giornata in cui si svolgono le manifestazioni su cui è disposto il divieto. Sono previste pene da 4 mesi a un anno per la violazione del divieto.
"Per incrementare le tutele per i cittadini e anche per le Forze di polizia, il pubblico ministero, quando appare evidente che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione (ad esempio: legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi, stato di necessità), procede all'annotazione preliminare, in separato modello - da introdursi con apposito decreto del ministro della giustizia del nome della persona cui è attribuito il fatto, disciplinando l'attività di indagine. Sono assicurate le garanzie difensive oggi conseguenti all'iscrizione nel predetto registro". È quanto prevedono gli articolo 12 e 13 della scheda di sintesi della nuova bozza del decreto sicurezza.
Il Consiglio dei ministri è convocato per le 16.10 a Palazzo Chigi e all'ordine del giorno è previsto, tra l'altro, l'esame del decreto legge e del disegno di legge inclusi nel pacchetto sicurezza, a cui ha lavorato il governo in queste settimane. All'ordine del giorno anche il decreto legge che punta tra l'altro a superare i rilievi della Corte dei Conti sul Ponte sullo Stretto di Messina, con disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni.
Il decreto e il ddl in materia di sicurezza, a quanto si apprende, dovrebbero essere composti ciascuno di una trentina di articoli. All'ordine del giorno anche il decreto legislativo per recepire la direttiva europea sulla trasparenza retributiva e parità salariale tra uomini e donne.
Uno dei due provvedimenti attesi nel pomeriggio sul tavolo del Consiglio dei ministri è il decreto legge che contiene "disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di attività di indagine dell'autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione, di funzionalità delle forze di polizia e del Ministero dell'interno, nonché di immigrazione e protezione internazionale" . Secondo l'ordine del giorno della riunione tecnica preparatoria, l'altro provvedimento, il disegno di legge, include "disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle forze di polizia e del Ministero dell'interno".
I due provvedimenti sono stati affinati in una lunga serie di riunioni tecniche dopo i rilievi di ieri del Colle soprattutto sui temi del fermo preventivo e dello scudo penale, e un confronto tra Meloni e Salvini.
Le più importanti sono cominciate nel pomeriggio, dopo il colloquio al Quirinale tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Alfredo Mantovano, in cui ancora una volta sono emersi i rilievi del capo dello Stato sul fermo preventivo di sospetti prima dei cortei e il cosiddetto scudo, che evita - non solo per le forze dell'ordine - l'iscrizione automatica nel registro degli indagati nei casi di legittima difesa o adempimento di un dovere. l testo predisposto ieri non aveva il via libera del Colle, che ha chiesto modifiche.
La grafica sulle modifiche richiesta dal Quirinale sul decreto sicurezza
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, nelle comunicazioni di ieri al Senato, aveva insistito sul fermo preventivo, ma per cautela la misura è stata depennata dalla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro, mentre è stato confermato il riferimento alle tutele penali per gli agenti.
A proposito del fermo preventivo, il faro del Colle si sarebbe puntato in particolare sul tempo di 12 ore (Matteo Salvini ha tentato di rilanciare a 24 o anche 48 ore) previsto nelle bozze per gli accertamenti di polizia nei confronti di sospettati di costituire un pericolo per lo svolgimento pacifico dei cortei, ritenuto eccessivo.
E sarebbe stato evidenziato che bisogna regolare dettagliatamente i motivi del fermo. Secondo le ultime indicazioni, l'intenzione dell'esecutivo sarebbe di mantenere il trattenimento per 12 ore per accompagnamento negli uffici di polizia, senza necessità di convalida da parte del magistrato (che comunque dovrebbe riceverne comunicazione) ma solo per chi ha precedenti specifici.
Sul cosiddetto scudo (che introdurrebbe un registro alternativo a quello degli indagati, almeno per il tempo degli accertamenti preliminari), dal governo fanno notare che è stato pensato da subito come una misura non solo per le forze dell'ordine. Così verrebbe superata una delle obiezioni del Quirinale, che avrebbe fatto emergere la necessità di una regolamentazione più puntuale.
Tutti elementi sul tavolo delle riunioni tecniche per definire i due provvedimenti, nei quali non verrà inclusa - spiegano fonti di governo - la cauzione per i cortei su cui insiste soprattutto la Lega. Nel decreto dovrebbe rientrare la stretta sui coltelli, pensata per arginare gli episodi di violenza giovanile, con sanzioni amministrative per chi li vende ai minori, mentre sarebbero ancora in bilico quelle per le famiglie.
Fra le misure d'urgenza sarebbero anche quelle sulle zone rosse attorno alle stazioni. Nel disegno di legge, che poi dovrà affrontare l'iter parlamentare, dovrebbe essere invece essere inserito il cosiddetto 'blocco navale', ossia la possibilità di interdire (da 30 giorni a 6 mesi) l'attraversamento del limite delle acque territoriali in casi di minacce terroristiche o di pressione migratoria eccezionale.
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