Ha preso il via il Consiglio dei ministri, con all'ordine del giorno, tra l'altro, un decreto legge e un disegno di legge in materia di sicurezza. In esame anche un altro decreto legge che punta tra l'altro a superare i rilievi della Corte dei Conti sul Ponte sullo Stretto di Messina, con disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni. All'ordine del giorno anche il decreto legislativo per recepire la direttiva europea sulla trasparenza retributiva e parità salariale tra uomini e donne. Al termine del Consiglio dei ministri si terrà una conferenza stampa.
Il Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, ha approvato il decreto legge sul Ponte, con disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni.
SCHEDA DI SINTESI DEL DECRETO SICUREZZA
Il divieto di partecipazione a riunioni o ad assembramenti in luogo pubblico sarà disposto dal giudice con la condanna per una serie di delitti, che vanno dall'attentato per finalità terroristiche o di eversione, a devastazione e saccheggio, passando per le lesioni contro agenti delle forze dell'ordine, sanitari o arbitri: è quanto prevede una scheda di sintesi del decreto sicurezza, il cui esame è previsto nel Consiglio dei ministri di oggi. Il questore, secondo la scheda, può prescrivere al condannato di comparire personalmente una o più volte, negli orari indicati, nell'ufficio o comando di polizia competente nel corso della giornata in cui si svolgono le manifestazioni su cui è disposto il divieto. Sono previste pene da 4 mesi a un anno per la violazione del divieto.
"Dell'accompagnamento e dell'ora in cui è stato compiuto" il fermo preventivo "è data immediata notizia al pubblico ministero il quale, se riconosce che non ricorrono le condizioni (...) ordina il rilascio della persona accompagnata". È quanto si legge nel testo della più recente bozza in merito al fermo preventivo di 12 ore per le persone ritenute pericolose ai cortei o con precedenti specifici. "Al pubblico ministero è data altresì immediata notizia del rilascio della persona accompagnata e dell'ora in cui è avvenuto", si legge ancora nel testo.
"Per incrementare le tutele per i cittadini e anche per le Forze di polizia, il pubblico ministero, quando appare evidente che il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione (ad esempio: legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi, stato di necessità), procede all'annotazione preliminare, in separato modello - da introdursi con apposito decreto del ministro della giustizia del nome della persona cui è attribuito il fatto, disciplinando l'attività di indagine. Sono assicurate le garanzie difensive oggi conseguenti all'iscrizione nel predetto registro". È quanto prevedono gli articolo 12 e 13 della scheda di sintesi della nuova bozza del decreto.
Il decreto legge sulla sicurezza all'esame del Consiglio dei ministri di oggi prevede anche il divieto di vendere, anche su web e piattaforme elettroniche, ai minori armi improprie, in particolare strumenti da punta e taglio, con sanzioni amministrative, inflitte dal Prefetto, da 500 a 3mila euro, aumentate fino a 12mila in caso di reiterazione, con la revoca della licenza. Il compito di vigilare e sanzionare è affidato all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. E si prevede l'obbligo per l'esercente di tenere un registro elettronico per inserire quotidianamente le singole operazioni di vendita, pena sanzioni amministrative da 2mila a 10mila euro. La scheda precisa che queste misure entreranno in vigore 60 giorni dopo rispetto al decreto legge.
La grafica sulle modifiche richiesta dal Quirinale sul decreto sicurezza
Non potrà entrare in Italia chi ha commesso il reato di alterazione di armi e fabbricazione di esplosivi non riconosciuti, e di porto d'armi per cui non è ammessa licenza e di particolari strumenti da punta e taglio: lo prevede anche il decreto legge sulla sicurezza. La norma interviene modificando il Testo Unico Immigrazione, inserendo queste fattispecie di reato, per cui è previsto l'arresto facoltativo in flagranza, tra quelle ostative all'ingresso in Italia.
Il "divieto assoluto di porto di strumenti con lama flessibile, acuminata e tagliente di lunghezza oltre i 5 centimetri, a scatto o a farfalla, di facile occultamento e di frequente utilizzo, è punito con la reclusione da 1 a 3 anni". Si prevede anche il "divieto di porto, se non per giustificato motivo, di strumenti dotati di lama affilata o appuntita di lunghezza superiore a 8 centimetri", in questo caso punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. Per entrambi i reati, il prefetto può applicare sanzioni amministrative accessorie: la sospensione fino a un anno della patente di guida e della licenza di porto d'armi o il divieto di conseguirli, nonché la comunicazione all'autorità giudiziaria competente e al questore. Se i fatti sono commessi da un minorenne, è prevista una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro a carico di chi ne esercita la responsabilità genitoriale.
La bozza del decreto legge sulla sicurezza all'esame del Consiglio dei ministri in corso prevede anche un fondo da 50 milioni di euro per il 2026 istituito presso il Ministero dell'interno per il "cofinanziamento" di accordi di collaborazione fra Viminale, Ministero delle infrastrutture e il Gruppo ferrovie dello Stato, finalizzati a rafforzare i livelli di sicurezza all'interno delle stazioni ferroviarie e nelle immediate adiacenze, anche attraverso il potenziamento dei sistemi tecnologici di controllo e di videosorveglianza. In questo testo passibile di modifiche non è indicata la fonte di copertura degli oneri.
La bozza prevede inoltre che gli stranieri detenuti o internati nei centri per migranti hanno l'obbligo "di cooperare ai fini dell'accertamento dell'identità e di esibire o produrre elementi" in loro possesso relativi all'età, all'identità, alla cittadinanza e ai Paesi di soggiorno o transito, e si tiene contro del rispetto o meno di questa prescrizione "ai fini della valutazione di pericolosità prevista per l'espulsione.
"Riesco ancora a stupirmi di come una frase brevissima detta al ristorante del Senato, a due giornalisti, uno dei quali di antica frequentazione, possa essere radicalmente travisata e diventare persino notizia di prima pagina. Mi tocca perciò ribadire e precisare che, alla frase 'stato di Polizia' detta dai due giornalisti, ho risposto che ai loro occhi può sembrare tale, ma che invece il provvedimento in itinere del governo, per quanto anticipato, vuole rispondere pienamente alle norme costituzionali. Ovviamente, se ci fossero abusi denunciati dagli interessati, questi verrebbero ex post valutati per discernere il vero dalle calunnie". Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato precisando la sua posizione rispetto al decreto sicurezza riportata da alcuni quotidiani.
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