Tris del City: Marmoush e Reijnders stendono il Newcastle, in finale c'è l'Arsenal

2 ore fa 1

Partita già ampiamente indirizzata nel primo tempo, terminato 3-0 per gli uomini di Guardiola. La finale contro l'Arsenal, a Wembley, il prossimo 22 marzo

Davide Chinellato

Giornalista

4 febbraio - 23:44 - MILANO

La finale più bella. La Carabao Cup si regala un’ultima partita da sogno, il 22 marzo a Wembley, col Manchester City che ha staccato il biglietto per affrontare l’Arsenal col netto 3-1 nella semifinale di ritorno al Newcastle, già battuto 2-0 all’andata. Non c’è stata storia all’Etihad, col secondo atto già deciso al 32’ dal cinismo sotto porta della squadra di Pep Guardiola e dai disastri difensivi di quella di Eddie Howe. Promette di essercene molta di più nella finale di Wembley, con l’Arsenal in missione Quadruple e il City che proverà a mettere in dubbio la superiorità dei Gunners.

promossi

—  

Il City si è guadagnato la finale. Ha giocato meglio all’andata, ha dominato il ritorno chiudendo subito i conti e poi gestendo la ripresa grazie ai 5 gol di vantaggio nel doppio confronto. Ha dominato grazie a Omar Marmoush, al posto giusto al momento giusto per il primo gol al 7’ (il tentativo in scivolata di Dan Burn di fermarlo gli sbatte sullo stinco e finisce alle spalle di Ramsdale) e 2-0 al 29’ (facile appoggio di testa da due passi dopo un disastro di Kieran Trippier): l’egiziano quando vede il Newcastle segna con più facilità di Erling Haaland. L’altro grande protagonista è stato Tijjani Reijnders, l’X-Factor del 4-2-Fantasia di Guardiola ben oltre il gol del 3-0. Howe ha avuto la poco brillante idea di far seguire l’olandese fino a centrocampo da Sven Botman, con l’ex Milan che ha bruciato spesso e volentieri il connazionale approfittando centralmente dei buchi della difesa del Newcastle. È stata una delle mosse vincenti, perché nel modulo di Guardiola gli attaccanti titolari Marmoush e Antoine Semenyo dovevano allargarsi sugli esterni favorendo gli inserimenti dei creativi Reijnders e Foden (ancora ben lontano dalla sua forma migliore). Il City fantastico del primo tempo nella ripresa è calato, come gli succede troppo spesso ultimamente: ha incassato il 3-1 da Elanga al 62’, ha rischiato più volte di prenderne un altro che avrebbe permesso al Newcastle di cominciare davvero a credere a quel «Vinciamo 6-5» che i suoi tifosi hanno continuato a cantare per buona parte del match. Il calo della ripresa (almeno fino all’ingresso in campo di Haaland, che dal 71’ ha provato senza successo ad arrotondare il risultato) è qualcosa su cui Guardiola deve lavorare, in vista della finale con l’Arsenal ma soprattutto della trasferta di Anfield di domenica.

bocciati

—  

Il Newcastle chiude in semifinale la difesa della Carabao Cup, vinta lo scorso anno battendo all’ultimo atto proprio il Liverpool. Il ko col City è il terzo nelle ultime quattro partite (gli altri in Premier con Liverpool e Aston Villa) e nelle ultime otto la squadra di Howe ha vinto solo due volte. È evidente che qualcosa non funziona, qualcosa che va ben oltre l’infortunio del capitano Bruno Guimarães o di quello di Joelinton, assieme a Sandro Tonali i perni del centrocampo. Il Newcastle è 11° in Premier e tra due settimane comincerà la doppia sfida nei playoff di Champions contro il Qarabag. A inizio febbraio Howe non ha ancora capito quanto vale la sua squadra, come fare perché giri al meglio, per assicurarsi che giochi da grande come fatto per la maggior parte del girone di Champions. Nelle due partite col City i Magpies non sono mai andati vicino al loro livello migliore: al danno dell’eliminazione si è aggiunta nel match di ritorno la beffa dell’infortunio a Anthony Gordon, fuori per un problema muscolare prima che finisse il primo tempo. A quel punto i tifosi cantavano già “vinceremo 6-5”. E il sogno del Newcastle di un’altra stagione da ricordare era malinconicamente tornato nel cassetto.

Leggi l’intero articolo