Davide, dopo aver perso la gamba sinistra per un incidente nel 2011, ha scelto la neve e lo sci alpino, diventando più volte campione italiano. Quelli di Milano Cortina saranno per lui i terzi Giochi paralimpici
Davide Giovanzana
4 febbraio - 13:48 - MILANO
Davide Bendotti nella vita è andato oltre gli ostacoli. Anche quando sembravano insormontabili. Dopo aver perso la gamba sinistra per un incidente nel 2011, ha scelto la neve e lo sci alpino, diventando più volte campione italiano. Quelli di Milano Cortina saranno per lui i terzi Giochi paralimpici.
Bendotti, le motivazioni sono le stesse di Pyeongchang 2018 e Pechino 2022?
"No, completamente diverse. Pyeongchang è stato amore a prima vista: era la prima esperienza di quella caratura mondiale, un evento talmente importante al quale noi paralimpici non siamo sempre abituati. A Pechino, invece, sono arrivato più maturo, con meno emozioni. Era anche il periodo del Covid, quindi l’aspetto relazionale è venuto decisamente meno. Milano Cortina porta con sé una motivazione ancora più forte ma anche più tensione, pressione e aspettative. L’atleta di casa tiene particolarmente a fare bene e tutto questo si percepisce. Detto ciò, non è difficile svegliarsi al mattino e trovare la motivazione giusta per allenarsi, sulla neve o in palestra. L’obiettivo è davvero molto importante per tutti, ma soprattutto per noi italiani".
Quanto conterà gareggiare a Milano Cortina? In quali discipline la vedremo?
"È un sogno, non capita spesso di poter rappresentare la propria nazione alle Olimpiadi o alle Paralimpiadi e farlo nel pieno della carriera è davvero speciale. Nelle due Paralimpiadi in Asia è stato difficile essere seguiti: spesso bisognava svegliarsi di notte per guardare le gare. Avere invece la possibilità di gareggiare qui, in casa, con la famiglia, i parenti, gli amici, la fidanzata che salgono a fare il tifo per te, ma anche con tante persone che magari non conosci ma che ti seguono perché italiano è qualcosa di unico. Davvero, sarà un’esperienza super emozionante e super speciale. Per quanto riguarda le discipline, dovrei partecipare a tutte le gare tranne la discesa libera: superG, supercombinata, gigante e slalom".
Il messaggio che Lilly vuole trasmettere per Milano Cortina 2026 sembra esserle cucito su misura.
"Si addice molto a me, alla mia storia e alla mia vita. Il binomio sport e salute va sempre di pari passo: ogni giorno serve un lavoro silenzioso e costante per trovare soluzioni e fare piccoli passi in avanti che, alla fine, portano a stare bene o a stare meglio. Questo vale sia nel mondo della medicina, quindi nella vita delle persone, sia nello sport, che è fatto di un lavoro quotidiano, discreto e continuo, capace di portare - si spera - a grandi risultati. Non ci si sveglia al mattino diventando campioni del mondo dal nulla, e lo stesso vale anche per Lilly nel proprio ambito di sviluppo, ricerca e innovazione".









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