Piano sicurezza per i Giochi: in azione 6.000 uomini. Schierati anche i tiratori scelti

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Il ministro della Difesa Crosetto: "Per garantire l'ordine pubblico saranno attivi 170 mezzi più assetti radar, aerei e droni con 1.928 militari e 2.000 carabinieri". Lo spiegamento di forze

4 febbraio - 09:28 - MILANO

Il dato lo ha fornito il ministro della Difesa Guido Crosetto ieri mattina su X: per Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano Cortina il supporto delle forze armate sarà di "170 mezzi più assetti radar, aerei e droni con 1.928 militari e 2000 carabinieri". Dunque circa 4000 uomini, che salgono a 6000 se si considerano anche Polizia di Stato, locale ed estera, vigili del fuoco, alpini e protezione civile, oltre a diversi altri corpi specializzati. 

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L’obiettivo di tale dispiegamento è presto spiegato: scongiurare eventuali problemi di ordine pubblico che potrebbero essere legati a proteste estemporanee, dopo i disordini in piazza a Torino e le annunciate contestazioni contro la presenza degli agenti statunitensi dell’Ice, la polizia federale che negli Usa si occupa delle frontiere e dell’immigrazione. L’allerta scatterà domani e venerdì per l’arrivo della fiamma olimpica a Milano e per la cerimonia d’apertura allo stadio Meazza, dove sono attesi più di cinquanta capi di stato, di governo e sovrani. Sui timori per eventuali mobilitazioni e cortei in città in concomitanza con gli eventi olimpici del 6 febbraio, il presidente della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò rasserena: "Finora non c’è mai stata una Olimpiade dove le proteste e le polemiche siano state così basse". A scendere in campo saranno anche squadre anti hacker e i tiratori scelti della polizia - già impiegati per grandi eventi come il Giubileo, le esequie di Papa Francesco e i vertici G7 - presenti in tutte le sedi olimpiche, pure in quelle alpine. Una forma di tutela arriva anche per gli atleti Lgbtq+presenti sul territorio italiano durante i Giochi invernali. La famosa app di incontri Grindr, infatti, disattiverà la funzione di geolocalizzazione nei villaggi olimpici dislocati tra Milano, Livigno e Cortina, visto che i dati sulla distanza potrebbero essere usati per individuare la posizione di una persona e "la cui presenza sull’app rivela qualcosa sull’identità che, in più di 60 Paesi, resta un reato".

La Gazzetta dello Sport

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