La Francia maschile dell'hockey pattina serena sul ghiaccio dell'Arena Santa Giulia. Gli allenamenti scivolano via senza intoppi, segnale inequivocabile che la pista è davvero pronta per accogliere le gare. La prima, qui, si svolgerà giovedì 5 febbraio, alle 14.40: l'Italia padrona di casa sfiderà i transalpini nel turno preliminare del torneo femminile. E allora sì che chi ha lavorato per la costruzione della Ice Hockey Arena potrà tirare un sospiro di sollievo, cancellando mesi di polemiche e accuse, e rivendicando di aver completato una venue olimpica in tempo record.
"Se avessero iniziato i lavori un anno prima, però, questa sarebbe davvero una location di prim'ordine", il rammarico di un gruppo di elettricisti che lavorano da settimane per cablare l'impianto. L'interno, infatti, ormai è allestito a 360 gradi, a differenza di un mese fa quando il test event aveva fatto storcere più di un naso. È stata una vera corsa contro il tempo: due turni di lavoro, con un migliaio di operai in campo, dalle 7 a mezzanotte. Un via vai di squadre di professionisti dell'edilizia: alcuni hanno terminato oggi il proprio compito, altri presidieranno l'arena fino al termine delle Paralimpiadi, a metà marzo. Il risultato è essenziale: gli spogliatoi ora sono strutture finite - a inizio gennaio erano solo travi di legno e senza finestre -, i cavi non sono più a vista e le tribune hanno finalmente tutti i seggiolini utilizzabili per una capienza di circa 14mila persone.
Diversa, però, appare la situazione arrivando al palazzetto, un'area che trasmette la sensazione di un cantiere a cielo aperto. L'immagine che balza all'occhio non è infatti il miglior biglietto da visita per un'arena nuova di zecca e per la reputazione di Milano come "città del fare". Un acquitrino riflette la figura spettrale del parcheggio a cinque piani non ancora completato; cumuli di materiali sono invece coperti da teloni color metallo: le alte barriere color azzurro che negano lo scorcio dell'arena non servono a nascondere la ghiaia e i detriti, perfettamente visibili per chi si trova all'interno dell'arena (soprattutto dalla mensa del terzo piano). Il tutto si unisce ai temi mai risolti di parcheggio e viabilità. I pochi posti in largo Guerrieri Gonzaga diventeranno divieto di sosta da giovedì e chi arriverà in auto sarà costretto a cercare un posto lungo viale Ungheria, strada già ad alta densità abitativa. Il consiglio, dunque, è arrivare con i mezzi per non ingolfarsi nel traffico o essere costretti ad andare alla ricerca del parcheggio perduto: da Rogoredo, sito della M3 e della stazione, partirà la navetta per coprire il chilometro abbondante di distanza, più vicine le fermate dei tram 27 e 12.
Insomma, le gare olimpiche si faranno ma quella che doveva essere un'arena d'eccellenza da tutti i punti di vista non sembra essere ancora in grado di soddisfare le aspettative.
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