Milano-Cortina, 1 impresa su 4 vive di sport invernali nei 7 comuni delle gare: cosa dicono i dati

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La metà è legata comunque alla montagna, l'analisi sulla base dei dati del Registro delle imprese gestito da Infocamere

 cosa dicono i dati

05 febbraio 2026 | 11.42

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Le Olimpiadi di Milano-Cortina sono anche una grande vetrina per l'economia legata agli sport invernali. E sono i dati a fotografare quanto il legame sia stretto e quanto i sette comuni coinvolti direttamente dalle gare, Cortina d'ampezzo, Anterselva, Bormio, Livigno, Baselga di pine', Predazzo e Tesero, siano dipendenti per la loro economia dalla montagna.

I numeri e il loro effetti sul territorio

Sulla base dei dati del Registro delle imprese gestito da InfoCamere, nei sette comuni sede di gara, al 31 dicembre 2025, quasi un’impresa su due (44%) opera nei settori direttamente legati alla montagna e al turismo invernale. Nelle quattro province di riferimento la quota si ferma al 26%. Ancora più forte il dato sulla filiera sport–turismo. Nei comuni di gara, un’impresa su quattro (25%) vive di attività core o di indotto immediato legato ai flussi turistici invernali. A livello provinciale la stessa filiera pesa circa la metà (12%). Il cuore del sistema è piccolo nei numeri ma non negli effetti: 34 imprese 'core' – impianti e loro gestione, scuole di sci e formazione sportiva – attivano e sostengono oltre 1.000 imprese di indotto. È un rapporto che racconta quanto una stagione invernale vada bene o male possa incidere sulla vita economica di questi comuni.

Le imprese femminili e quelle under 35

Sul fronte della composizione imprenditoriale, nei comuni olimpici un’impresa su quattro è femminile (25%), con una forte concentrazione nei servizi di accoglienza, ristorazione e commercio. Non è solo un dato di equilibrio di genere, ma un segnale di come una parte consistente dell’economia che ruota attorno ai Giochi poggia su iniziative imprenditoriali guidate da donne. Infine, le imprese under 35 sono l’8% del totale, ma oltre un terzo (35%) di esse opera nei settori montani e quasi una su quattro (23%) nella filiera core e di indotto. Questo significa che dove c’è turismo invernale, c’è spazio per creare lavoro provando a fare impresa, anche per le nuove generazioni.

La lettura dei dati

Paolo Ghezzi, Direttore Generale di InfoCamere, legge questi dati evidenziandone l'utilità nella prospettiva di una corretta analisi del giro d'affari legato ai grandi eventi: “I numeri su questi sette comuni dimostrano quanto sia vitale il Registro delle Imprese per decodificare l’economia dei grandi eventi. La capacità di mappare con precisione le filiere legate alla montagna ci rivela un tessuto produttivo dinamico, dove la componente femminile e giovanile gioca un ruolo chiave. È questa profondità del dato che trasforma una semplice banca dati in una bussola per le politiche di sviluppo locale e per una gestione consapevole delle risorse del territorio”.

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