Kostner: "Nel mio B&B anche cuoca e cameriera. Moglie gelosa? Se trova una che gli piace di più che vada..."

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Isolde, ex campionessa del mondo, gestisce uno chalet a Selva di Val Gardena: "Sono il jolly, sto in cucina e porto i turisti a sciare. Le azzurre di oggi non sono più forti di noi. I miei figli? Uno fa il cuoco, uno ci aiuta, il piccolo vuole diventare Ronaldo"

Alessandra Giardini

Collaboratore

4 febbraio - 08:40 - MILANO

Tre medaglie olimpiche, tre ai Mondiali, 15 vittorie in Coppa del Mondo, 51 podi, vincitrice della Coppa del Mondo di discesa libera nel 2001 e nel 2002: Isolde Kostner è stata tra le sciatrici più veloci del mondo. Ora è un’imprenditrice di successo. 

Isolde, come sono stati questi primi 50 anni? 

"Per niente noiosi. Ho avuto un’infanzia bellissima, due genitori che mi hanno lasciato libera: in estate di giocare nei boschi e nei prati; in inverno di praticare sci, fondo, hockey su ghiaccio, pattinaggio. Si poteva andare ancora con la slitta in strada". 

Isolde Kostner of Italy holds a deer mascot as she smiles after completing the Women's Super-G at the World Alpine Ski Championships in Santa Caterina Valfurva, Italy, Sunday, Jan. 30, 2005. (AP Photo/Luca Bruno)

Isolde Kostner

Ex discesista

Nata a Bolzano il 20 marzo 1975, ha vinto 3 medaglie all’Olimpiade e 2 ori ai Mondiali. Ha vinto 2 Coppe di specialità in discesa libera.

Poi gli anni da atleta. 

"Ho cominciato ad allenarmi seriamente a 11, e ho smesso a 31. Ho realizzato il sogno che avevo da bambina, quello di sciare un giorno in tv. La mia mamma era tifosissima, guardava tutte le gare. E anch’io, il mio idolo era Zurbriggen. Non era lo sci la mia passione, ma lo sport in generale: pallavolo, ciclismo, arrampicata, camminata in montagna, nuoto, sci di fondo. Ho imparato tante cose: sempre a contatto con tanta gente che veniva da posti diverse, da famiglie diverse, mi sono arricchita". 

Pirmin ZUrbriggen, al centro, con Franz Heinzer (sin.) e Peter Muller a Bormio nel 1985

Chi è Isolde Kostner oggi? 

"Sono mamma di tre figli, di 19, 17 e 9 anni. E sono proprietaria di due attività: il B&B dove mi sono sposata, il Garní Residence Soraiser a Selva di Val Gardena, che apparteneva alla famiglia di mio marito, e da tre anni lo chalet di lusso Vilaiet a Ortisei". 

È ancora in contatto con molte persone. 

"I turisti più di una settimana non rimangono, il bello è che sono in vacanza, in genere più rilassati. Ma guai se non c’è il wifi...". 

Italy's Isolde Kostner shows the trophy of the World Cup women's downhill title in Are, Sweden, Thursday, March 8, 2001. (AP Photo/Armando Trovati)

Qual è il suo ruolo? 

"Nel B&B sono il jolly: se manca una cameriera faccio la cameriera, se manca mio marito preparo le colazioni, sono dove c’è bisogno. Mi occupo dei giardini, passo giornate intere a curare fiori, a potare cespugli. E poi la lavanderia, i letti. Allo chalet invece accolgo i clienti e un giorno a settimana li porto a sciare". 

Dove va in vacanza uno che vive in Val Gardena?

"Cerchiamo il caldo, andiamo a fare rifornimento di sole". 

Il momento preferito della giornata? 

"Sono mattiniera. Della mia vita agonistica il ricordo più nitido sono le mattinate sui ghiacciai, andavamo molto presto, prima delle 5, quando non c’era ancora nessuno, vedevamo l’alba". 

I vostri figli vi aiutano? 

"Il secondo ci ha aiutato molto fin da piccolissimo, ma da adolescente ha perso la voglia. David, il grande, vorrebbe fare il cuoco e sta lavorando a Selva nella cucina di uno chef stellato. Il piccolo per ora vuole diventare Cristiano Ronaldo". 

Quest’anno il suo primo figlio compie vent’anni: che effetto le fa? 

"Incredibile. La vita passa troppo in fretta. Nel 2024 ho festeggiato i 30 anni dalla mia prima medaglia olimpica e non me ne facevo una ragione: ma come hanno fatto a passare già trent’anni?". 

I figli sono diversi da com’era lei alla loro età? 

"Diversi, sì. Io ero molto meticolosa già a 11 anni, perfezionista, facevo sempre più di quello che mi chiedevano di fare. Loro non sono così determinati. Il piccolo suona la fisarmonica ma non è fissato. Per ora col calcio sì, vediamo tra due anni". 

Lei che mamma è? 

"Molto simile ai miei genitori. Non ho paura, da piccoli li mandavo nelle piste più difficili, gli scrivevo il mio numero di telefono sul casco ma sono sempre tornati a casa tranquilli". 

Come moglie? È gelosa? 

"No. Se dovesse trovare una che gli piace più di me, che vada. Forse lo dico perché finora non è successo». 

È stato facile smettere di gareggiare? 

"Sì, perché nel 2004 mi ero presa un po’ di tempo per decidere, avevo scelto di continuare solo fino ai Giochi di Torino. Ero preparata a smettere. Poi a dicembre ho scoperto di essere incinta, ho soltanto smesso prima". 

Ha saltato le Olimpiadi perché aspettava un bambino: come la prese la federazione? 

"Non l’avranno presa tanto bene, però ormai era così". 

Sull’Olympia delle Tofane di Cortina ha vinto cinque volte. 

"Era proprio la mia pista. Vedevo Lindsey Vonn imbattibile, ma adesso non so". 

Le azzurre di oggi sono più forti di voi? 

"Non direi proprio. Basterebbe ricordare tutte le nostre avversarie". 

Che cosa sono state per lei le Olimpiadi? 

"Lillehammer fu un sogno. Avevo 18 anni, avevo vinto da poco la mia prima gara, ma ero tranquilla, senza nessuna pressione. Mi dicevo: scendo, do il massimo, se arrivo trentesima ok, se faccio podio tanto meglio". 

Sembrava sempre tranquilla. 

"Invece avevo problemi di stomaco: mi ero convinta che fosse il mio punto debole, ma da quando ho smesso non ho mai più avuto niente. Evidentemente era la tensione". 

La prima gara? 

"In prima elementare, a scuola, un gigantino. Arrivai seconda dietro alla mia carissima amica Christine Gruber". 

La sua qualità migliore? 

"Direi l’equilibrio. Anche se mi arrabbio, non esagero mai". 

Ha un sogno che deve ancora realizzare? 

"Purtroppo no, sogni grandi come quello di vincere le gare non ne ho più. Però mi piacerebbe far fare sport alle persone dai 50 anni in su. È molto importante, è salute". 

C’è qualcosa che le fa paura? 

"Certi personaggi politici mi danno pensieri". 

È felice? 

"Sì. Dopo i 50 anni ho trovato più tranquillità in me stessa. Sono sempre stata molto meticolosa, volevo le cose tutte perfette. Ho imparato a prenderla con più filosofia".

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