In Italia le Olimpiadi, in Francia le polemiche: tra accuse e spese strane, i Giochi 2030 sono una polveriera

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L'Equipe racconta che i conflitti sono anche di natura economica, fra rimborsi spese contestati, utilizzo di carte di credito e prelievi di varia natura messi sotto accusa

Alessandro Grandesso

4 febbraio - 13:06 - MILANO

I Giochi di Milano-Cortina devono ancora cominciare, ma è già diventato uno scannatoio il comitato di organizzazione di quelli del 2030, che si svolgeranno sulle Alpi francesi. Da mesi le tensioni sono palpabili, con picchi improvvisi sfociati in dimissioni, lotte interne tra clan savoiardi e parigini, accuse di incompetenza, derive su remunerazioni, rimborsi spesa e costi. E a quattro anni e tre giorni dal via, dopo varie indiscrezioni raccontate su vari media, tutto è finito in prima pagina dell'Equipe che ricorda come le prossime Olimpiadi invernali siano stato il frutto dell'accordo diretto tra il Presidente della Repubblica Emmanuel Macron e l'ex presidente del Cio, Thomas Bach, in assenza di candidatura spontanee. 

MICCIA

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Ad accendere la miccia sono state però le recenti dimissioni rumorose di Bertrand Meheut, presidente del Comitato delle remunerazioni che ha contestato apertamente Edgard Grospiron, presidente del Comitato organizzativo, che avrebbe assunto anche le funzioni di un direttore generale, ormai “fuori controllo” e “senza averne le competenze”. Accuse respinte al mittente, declassato come il referente di un “organo esterno con un ruolo consultivo”. Ma la rottura di Meheut segue quelle verificatesi tra dicembre e gennaio di Anne Murac, direttrice delle operazioni, e di Arthur Richer, capo della comunicazione. E accompagna le tensioni tra Grospiron e Cyril Linette, in teoria il direttore generale di sua scelta. 

MODELLO

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Il rapporto tra i due, secondo l'Equipe, si è deteriorato dopo che il secondo ha ridotto lo staff del primo, ridimensionandone gli stipendi. Da qui anche la divisione tra clan che ne deriva: da una parte i “montanari”, originari della Savoia che conoscono il territorio e ne difendono gli interessi; dall'altra i “parigini” che reduci dal successo dei Giochi del 2024 assumono atteggiamenti poco apprezzati dai locali. E così sono emerse anche rimborsi di spese contestate, oltre che l'utilizzo di carte di credito e prelievi di varia natura. Insomma, regna il caos e per l'Equipe, i Giochi di Milano-Cortina appaiono come un esempio che, nonostante difficoltà e ritardi, si propongono come "un modello sostenibile e perenne".

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