Al centro dell'attività investigativa della Guardia di Finanza sono le decine di milioni di euro transitate nel tempo nelle casse della società per le quali la Procura di Trieste ipotizza reati di riciclaggio
4 febbraio - 14:34 - MILANO
La Guardia di Finanza di Trieste, su ordine della Procura della Repubblica del capoluogo giuliano, sta effettuando una perquisizione nella storica sede cittadina dell'Unione Sportiva Triestina Calcio 1918. Pare che le indagini vedano indagati numerosi amministratori nel tempo succedutisi nel consiglio di amministrazione della società sportiva, tra cui anche persone di cittadinanza statunitense e canadese. Al centro dell'attività investigativa sono le decine di milioni di euro transitate nel tempo nelle casse della società sportiva per le quali la Procura di Trieste ipotizza reati di riciclaggio. Denaro sospetto a partire da quello conferito, nel 2023, da una società romana che avrebbe riversato a Trieste liquidità derivante da finanziamenti ottenuti dalla Banca Progetto (poi commissariata dalla Banca d'Italia): una vicenda, questa, da tempo sotto le lenti delle Procure della Repubblica di Milano e Roma. Quest'ultima, nello scorso dicembre, aveva disposto le perquisizioni degli amministratori dell'epoca della società giuliana, indagati per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche.
denaro sospetto
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Negli anni successivi la Triestina ha ricevuto ulteriori risorse finanziarie dall'estero per oltre 40 milioni di euro, su cui la Procura di Trieste, secondo quanto si apprende, vuole ora fare chiarezza. La provenienza di tale liquidità è riconducibile a una società statunitense "offshore" con sede nel Delaware. Secondo l'accusa, tali flussi finanziari che vedono destinataria la Triestina, appaiono del tutto contraddittori con la situazione patrimoniale della società sportiva che, nell'ultimo bilancio chiuso al 30 giugno 2025, rendiconta una perdita di 19 milioni di euro a cui vanno sommati ulteriori 40 milioni di euro di perdite attinenti agli anni precorsi "congelate" per un periodo quinquennale grazie ad alcuni decreti legge emanati dal Governo Conte nel 2020 durante l'epidemia Covid. Ancora più grave è la crisi di liquidità manifestata dalla società alabardata, che ha indotto il Tribunale Federale della Figc a sanzionare la Triestina calcio con 26 punti di penalizzazione e multe a causa del mancato versamento degli emolumenti ai giocatori o per garanzie presentate mediante fidejussioni false.
inadempienze
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Nei giorni scorsi sarebbero emerse anche croniche inadempienze nei confronti del Comune di Trieste per il pagamento dei canoni e servizi manutentivi dello stadio Rocco per 500mila euro e il mancato pagamento delle retribuzioni al personale dipendente, che sta valutando scioperi e azioni legali. Un'ulteriore ipotesi di reato contestata dalla Procura di Trieste attiene, infine, a quanto si apprende, ai reati tributari connessi all'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, con le quali la liquidità pervenuta nei conti della società sportiva è stata poi fatta fuoriuscire in favore di soggetti terzi.
Dogecoin
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Le indagini coinvolgerebbero, secondo quanto si è appreso, anche una società statunitense "offshore" con sede nel Delaware, soggetto dai profili poco chiari e disconosciuto nel mondo imprenditoriale, la quale possiede oggi (come rilevabile dal bilancio depositato presso la Camera del Commercio) la totalità del capitale della Triestina. Questo anche dopo l'ennesima variazione, avvenuta nel settembre 2025, negli asset proprietari con la presenza di un nuovo "azionista di riferimento" riconducibile alla cripto valuta Dogecoin, oggi sponsor della società sportiva. Dopo il 2023, la Triestina ha ricevuto da questa società risorse finanziarie per oltre 40 milioni di euro, sulle quali la Procura di Trieste vuole ora fare chiarezza.
La Gazzetta dello Sport
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