"Abbiamo McKennie che sbaglia il
controllo e prova a recuperare con un movimento verso il pallone
stesso. Fourneau è molto ben posizionato, ha fatto un'ottima
prestazione a nostro avviso ed estrae prontamente il cartellino
giallo, che per noi è corretto pur in una situazione molto al
limite. Sarebbero bastati 10 centimetri più in alto come punto
di contatto per virare su una situazione differente". Così Mauro
Tonolini, ex arbitro e oggi componente CAN, parla a Open Var,
format di DAZN, FIGC, AIA con la collaborazione della Lega Serie
A in esclusiva su DAZN ogni martedì pomeriggio, spiegando
l'episodio che vede protagonisti McKennie e Troilo in
Parma-Juventus.
Caso al limite, invece, in Lazio-Genoa con il rigore
assegnato per il tocco di braccio di Martin su cross di Isaksen
dopo un rimpallo, "una situazione sulla quale però viriamo sulla
non punibilità. Non ha avuto una serata fortunata, Zufferli, a
Roma; dei tre episodi, detto che il primo abbiamo visto essere
molto, molto al limite, il terzo - fallo di mano di Ostigrad su
colpo di testa di Ratkov e rigore assegnato dopo revisione - ha
una sua complessità in termini di visibilità. Sul secondo di
Gila, ci saremmo aspettati che potesse vederlo da campo".
Giusta, invece, la decisione di concedere il rigore in
Como-Atalanta perché "Scalvini anticipa con il pugno
l'attaccante, quindi corretta la revisione e l'analisi dei VAR".
Non corretta, infine, la decisione di Arena in Pisa-Sassuolo con
un "evidente fallo del portiere ai danni dell'attaccante del
Pisa. L'azione parte da un marginale fuorigioco, dove fa bene
l'assistente Di Gioia a optare per il play-off, non può avere
certezze rispetto a questo tipo di incrocio. Qui Arena non legge
correttamente la situazione e assegna un calcio di punizione
alla difesa, giusta quindi poi l'analisi da parte dei VAR.
Sarebbe stato DOGSO rosso per Muric? Sì, assolutamente",
conclude Tonolini.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

11 ore fa
1








English (US) ·